635 49. Mentre il Santo era sul monte della Verna,
chiuso nella sua cella, un confratello desiderava ardentemente
di avere a sua consolazione uno scritto contenente parole
del Signore con brevi note scritte di proprio pugno da san
Francesco. Era infatti convinto che avrebbe potuto superare
o almeno sopportare più facilmente la grave tentazione,
non della carne ma dello spirito, da cui si sentiva oppresso.
Pur avendone un vivissimo desiderio, non osava confidarsi
col Padre santissimo ma ciò che non gli disse la creatura,
glielo rivelò lo Spirito.
Un giorno Francesco lo chiama: «Portami - gli dice -
carta e calamaio, perché voglio scrivere le parole
e le lodi del Signore, come le ho meditate nel mio cuore».
Subito gli portò quanto aveva chiesto, ed egli, di
sua mano, scrisse le Lodi di Dio e le parole che aveva in
animo. Alla fine aggiunse la benedizione del frate e gli disse:
«Prenditi questa piccola carta e custodiscila con cura
sino al giorno della tua morte».
Immediatamente fu libero da ogni tentazione, e lo scritto,
conservato, ha operato in seguito cose meravigliose.